La Mediazione Obbligatoria

Dal 21 marzo 2011 e’ entrata in vigore la novità legislativa della mediazione obbligatoria in tante materie di diritto civile.

Nata come tentativo di diminuire il grande carico giudiziale pendente avanti ai nostri tribunale in linea con le direttive europee, d’ora in poi gli utenti prima di andare dinnanzi ad un giudice dovranno rivolgersi agli organi di mediazione.

Le materie in cui sara’ obbligatoria la mediazione sono:

  • diritti reali (distanze nelle costruzioni, usufrutto e servitù di passaggio ecc.)
  • divisione
  • successioni ereditarie
  • patti di famiglia
  • locazione
  • comodato
  • affitto di aziende
  • risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità,
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’obbligatorietà per le numerosissime controversie in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti è stata differita al 20 marzo 2012 per consentire un avvio graduale del meccanismo.

Come si può vedere sono la grande maggioranza delle cause.

Ma chi e’ il mediatore?

Il mediatore è la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo. Il mediatore è un professionista con requisiti di terzieta’. L’organismo dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della giustizia.

Approfondendo scopriamo pero’ che il mediatore e’ una persona in possesso di una laurea triennale o iscritto ad un ordine professionale (architetto, ingegnere, commercialista, avvocato etc.) che ha frequentato un corso obbligatorio di 50 ore al termine del quale non e’ previsto neppure un esame.

Nei paesi anglosassoni per i quali la mediazione e’ oltre che una prassi anche una tradizione, il corso per ottenere il titolo di mediatore dura un anno minimo e prevede un esame finale. Se poi si vuole essere mediatore specializzato in alcune materie, ci son alti corsi e alti esami.

Come si attua la mediazione?

La mediazione si introduce con una semplice domanda all’organismo, contenente l’indicazione dell’organismo investito, delle parti, dell’oggetto della pretesa e delle relative ragioni.

Le parti possono scegliere liberamente l’organismo. In caso di più domande, la mediazione si svolgerà davanti all’organismo presso cui è stata presentata e comunicata alla controparte la prima domanda.

Una volta avviata la mediazione, il mediatore organizza uno o più incontri mirati alla composizione amichevole della controversia

L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal giudice e diventa esecutivo.

Nel caso di mancato accordo il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite che le parti restano libere di accettare o meno.

In caso di insuccesso della mediazione, nel successivo processo il giudice potrà verificare che la scelta dell’organismo non sia stata irragionevole, ad esempio per mancanza di qualsiasi collegamento tra la sede dell’organismo e i fatti della lite ovvero la residenza o il domicilio della controparte.

Dunque dal tenore della norma parrebbe che le parti, senza necessita’ di rivolgersi al legale, possano adire liberamente l’organo di mediazione.

Ma questa norma permetterà davvero la tutela dei diritti dei cittadini?

Vediamo nel dettaglio alcuni risvolti.

La parte presenta da sola la controversia dinnanzi all’organo di mediazione. Sara’ in grado di evidenziare accuratamente le questioni giuridiche sottese alla problematica?

Se dall’altra parte incontrerà un avversario esperto in diritto o comunque con una conoscenza di causa maggiore sara’ in grado di sostenere autonomamente le proprie ragioni?

Come sara’ garantita la terzietà del mediatore? (problema che in Italia ci si deve per forza porre).

Ma se la parte che sceglie per primo l’organo di mediazione ivi incardina il procedimento e’ forse stata introdotta la regola che ” chi prima arriva meglio alloggia?”

E se si può scegliere la sede della mediazione quante saranno le cause che finiranno dinnanzi a organi di mediazione distanti dalle parti magari in luoghi più compiacenti?

Pensate ad esempio se per una controversia tra imprese con sede in Lombardia quella più forte economicamente sceglie per prima un centro di mediazione stabilito in Roma o in Sardegna giusto per creare disturbo maggiore alla controparte. Pensate che non succederà questo caso nel nostro paese?

Pensiamo alle cause monitorie o di sfratto in cui se si fa opposizione si rientra nel campo della mediazione obbligatoria.

Quanti proporranno opposizione per guadagnare quei sei mesi in più di dilazione dato dal tentativo di mediazione e dalla fissazione di prima udienza?

I costi: siamo sicuri che si risparmiera’?se transate forse si ma se andrete in causa avrete un costo in più, detraibile fiscalmente solo per € 500 o € 250 (la solita presa in giro all’italiana).

Come i miei lettori sanno sono sempre stata una fautrice della conciliazione. Ho sempre sostenuto che la causa deve essere l’estrema ratio e prima di depositare atti giudiziari si deve esaurire qualsiasi tentativo di definire bonariamente la questione. Anche in corso di causa ho sempre spinto i miei clienti a transarere perché sono sempre stata convinta che le transazioni sono sempre le conclusioni più efficaci.

Tuttavia quello che mi sta più a cuore e’ la tutela dei diritti dei cittadini, siano essi persone fisiche o giuridiche.

Pertanto ritengo che la prima cosa da fare in caso di controversia non sia catapultarsi presso l’organo di mediazione ma continua essere andare dal legale, spiegare il problema, farsi consigliare, capire quali sono i propri diritti, punti deboli e lasciare che sia il legale che in prima battuta cerca con la controparte la soluzione.

A volte una lettera, un incontro tra le parti con i legali, un incontro solo tra legali possono portare ad una transazione che tutela a fondo gli interessi di entrambi i clienti.
Così pure lascerei al professionista l’inoltro della domanda agli organi di mediazione, l’esplicazione della controversia, l’assistenza della parte nella fase di mediazione. In modo discreto ma sufficiente a tutelare gli interessi del proprio cliente.

Proprio per andare incontro alle esigenze dei cittadini e degli utenti e tutelare il più possibile il diritto inviolabile di giustizia, Servizi Legali offre la propria assistenza in fase di consulenza stragiudiziale ed assistenza alla mediazione secondo i minimi della tariffa forense.

Se hai bisogno di una consulenza legale in una mediazione, non esitare a contattarci senza impegno!

Immagine: freedigitalphotos.net

Questo articolo è nella categoria Mediazione ed è taggato , , . Salvalo con questo permalink.

One Response to La Mediazione Obbligatoria

  1. luca says:

    Ho letto l’articolo con molto interesse e, non sono affatto d’accordo sul fatto di patteggiare, questa è la prassi degli avvocati italiani. Purtroppo in Italia vengono sfornati ogni anno troppi avvocati che non sanno neppure il motivo per cui hanno scelto la professione, quanti di loro sono veramente validi e capaci???
    Un buon avvocato, deve prendere in mano l’incarto del cliente, studiarlo attentamente e solo dopo aver valutato tutte le opzioni, chiamare il cliente in studio e, spiegare la strategia che si vuole adottare.
    In Italia tutto questo non esiste, come dice l’articolo si lavora (all’italiana), si pensa a fare cassa subito senza pensare veramente al bisogno del cliente.
    Un amico ha avuto modo di essere seguito in una causa, da un legale inglese e, posso affermare che loro come i legali americani, sanno veramente fare il loro mestiere. Nessuno chiede anticipi prima e durante la causa, questo cosa vuol dire?? che lavorano pro bono?? certo che no, vuol semplicemente dire che sanno lavorare seriamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *