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Legali |
 
Al di là della vicenda legale…
…I progetti personali, gli affetti, i legami e le
emozioni: la riorganizzazione familiare in vista o in
seguito alla separazione coniugale (a cura di Simonetta
Scaltriti, assistente sociale, mediatrice familiare e
counsellor professionale)
L’evento della separazione può comportare, per chi ne è
coinvolto,
la gestione di diverse difficoltà e a più livelli:
individuale, coniugale, familiare, con ripercussioni che
possono estendersi anche al contesto di appartenenza più
allargato (famiglie d’origine, amicizie, attività
lavorativa).
Le emozioni
che entrano in gioco prima, durante e successivamente a
tale frangente sono intensamente dolorose, stressanti e
destabilizzanti sia per chi arriva a proporre sia per
chi sente di subire la decisione di separarsi.
In
un caso e nell’altro infatti, si è alle prese con la
fine di un progetto fino a quel momento condiviso, in
cui si era
fortemente investito, a cui si sentiva di
appartenere, in cui ci si riconosceva.
La presenza
dei figli – molto sensibili ai cambiamenti di clima
familiare e pronti a dare segnali in caso di disagio - è
fonte di ulteriori preoccupazioni ed incertezze che
espongono facilmente entrambi i genitori a sensi di
colpa, vulnerabilità nella gestione delle proprie
competenze genitoriali e disorientamento. Succede così
di essere in dubbio sulle spiegazioni da dare/o non dare
ai bambini/ragazzi, sul comportamento più adatto da
adottare, sulle manifestazioni emotive legittime o meno,
ma anche sul come interpretare e cogliere le loro
parole, i loro stati d’animo.
Gli scenari
concomitanti o successivi alla separazione stessa
possono contribuire all’aumento delle difficoltà da
gestire (es. nuovi partner).
Non sempre i
legami d’amicizia o di parentela sono di supporto nella
vicenda: a volte al contrario rischiano di appesantirla
con commenti, pareri personali che possono rendere
ancora più difficile la gestione della relazione con il
coniuge/compagno e con i figli. Tensioni, difficoltà di
comunicazione, rabbia, disperazione, solitudine, senso
di impotenza, confusione, possono affacciarsi e farsi
sempre più strada nella situazione con conseguente
disorganizzazione a volte anche di aspetti concreti e
quotidiani.
Affrontare il
percorso legale in tali condizioni non è quindi molto
semplice: la tempesta emotiva può ostacolare la gestione
condivisa delle questioni legali di, tra l’altro, non
sempre facile comprensione.
I tempi e i
modi della vicenda legale - dei diritti -, possono non
combaciare con i tempi e i modi delle emozioni e degli
affetti causando a volte forti reazioni e incomprensioni
che possono sfociare in vere e proprie battaglie legali
di cui, una volta partite, si arriva anche a perdere la
consapevolezza del significato.
A volte può
essere utile prendersi un tempo ed uno spazio
circoscritti all’esperienza, con un interlocutore
professionalmente e specificatamente qualificato, in cui
poter trovare accoglienza e contenimento delle proprie
emozioni, orientamento e attivazione delle proprie
competenze e risorse per potersi indirizzare verso una
possibile riorganizzazione individuale e dei legami con
i propri figli e con l’altro in vista o in seguito alla
separazione. Un tempo ed uno spazio in cui sia possibile
riflettere e soffermarsi anche sulle questioni legali
affrontate o da affrontare con gli Avvocati esperti nel
Diritto di Famiglia e sulle conseguenze concrete di tali
questioni sulla propria vita, su quella dei propri figli
e sulla relazione con l’altro genitore.
Un tempo ed
uno spazio che possa rispondere alle specifiche
necessità, difficoltà e caratteristiche delle diverse
situazioni e che possa collocarsi in considerazione
delle procedure legali (da avviare, in corso, di vario
tipo).
Sono
ipotizzabili infatti diversi percorsi di orientamento e
sostegno nella vicenda separativa, di facilitazione
della comunicazione/gestione della conflittualità, di
ri-attivazione delle competenze genitoriali, ad esempio:
-
percorso di counselling individuale e/o di coppia
e/o familiare,
indirizzato ad accompagnare il processo di
trasformazione, ridefinizione e riorganizzazione
delle risorse personali e relazionali (e quindi
anche genitoriali) in un momento di grossa
difficoltà e crisi come quello che precede/consegue
alla gestione della separazione;
-
percorso di mediazione familiare,
indirizzato alle coppie di genitori che, attraverso
l’aiuto di un terzo che li faciliti nella
comunicazione e nella gestione di una conflittualità
spesso emergente a ridosso o successivamente
all’esperienza della separazione, desiderino
giungere a degli accordi e ad una gestione di una
genitorialità condivisa rispetto ai propri figli:
La Mediazione Familiare è un percorso per la
riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in
seguito alla separazione o al divorzio: in un contesto
strutturato, un terzo neutrale e con una formazione
specifica (il mediatore familiare), sollecitato dalle
parti, nella garanzia del segreto professionale ed in
autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché i
genitori elaborino in prima persona un programma di
separazione soddisfacente per sé e per i figli, in cui
possano esercitare la comune responsabilità genitoriale
(definizione della Società italiana di Mediazione
familiare).
Il percorso di
mediazione familiare si articola in circa 10-12 incontri
di un’ora, un’ora e mezzo; i primi incontri (da uno a
tre), mirano ad un’attività di chiarificazione, di
scambio di informazioni e di valutazione di
percorribilità della mediazione stessa.
I percorsi in
oggetto non si sostituiscono all’iter legale, ma
vogliono essere intesi come una risorsa, un riferimento
da considerare per gestire al meglio per sé e i propri
legami significativi l’esperienza della separazione.
Simonetta Scaltriti

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