La versatilità del trust

Tanto per comprendere come il trust sia uno strumento versatile e idoneo a risolvere problemi che i normali strumenti giuridici nazionali non sempre consentono, vi citerò un esempio che vi farà comprendere meglio la portata dell’istituto.

Una società, titolare di appalti pubblici, soggetta a informativa prefettizia, si è vista congelare tutti i conti correnti , i beni e le partecipazioni societarie. Ovviamente, avendo in essere ingenti contratti di appalto, il pericolo imminente era quello di un fermo improvviso occupazionale ed il conseguente tracollo aziendale. Propose subito istanza di sospensione del provvedimento e ricorso. In primo grado venne respinta la richiesta di sospensiva mentre nel grado successivo venne accolta proprio per tutelare le maestranze, il cui periculum in mora era evidente.

Nonostante ciò la società temeva che nel giudizio qualcosa potesse mutare o comunque che nelle more, ovviamente lunghe, del giudizio stesso, le partecipazioni societarie potessero essere oggetto di ulteriori restrizioni oppure che la stessa società avrebbe riportato una negativa pubblicità che l’avrebbe comunque ed inevitabilmente danneggiata.

Poiché il pubblico era solo uno dei rami della società, l’unica soluzione per effettivamente uscire dalla situazione era la cessione del ramo pubblico. Si era però consapevoli che in un periodo già critico economicamente, vedere un ramo aziendale di una società i cui amministratori erano stati sottoposti ad una informativa prefettizia, non era certamente proficuo.

Che fare dunque prima di giungere alle aule giudiziarie?

Si decise di scorporare il ramo pubblico malato dell’azienda costituendo una nuova società di capitali a cui conferire, a fronte di un aumento di capitale in natura, il ramo di azienda pubblico in attesa di alienare a terzi la partecipazione e l’unico strumento che permetteva tale soluzione poteva essere soltanto un trust.

Infatti, la segregazione del ramo di azienda pubblico con lo spossessamento, l’effettivo cambio di titolarità e la sostituzione degli amministratori e responsabili tecnici, avrebbe comportato il superamento degli ostacoli della normativa prefettizia con la possibilità di riottenere tutte le certificazioni necessarie allo svolgimento degli appalti pubblici in essere.

Ovviamente il lavoro dei professionisti per istituire un trust siffatto fu davvero certosino, in quanto si dovettero prevedere tutte le clausole possibili per dare ai giudici la dimostrazione di credibilità e di efficacia di tale strumento.

Bisognava infatti dimostrare che il trust non era elusivo della norma prefettizia, ma che era stato istituito per effettivamente salvaguardare le maestranze ed i lavori in corso nonché per individuare un acquirente di quel ramo aziendale senza essere pressati dalla progressiva riduzione del valore commerciale per l’inattività e le problematiche connesse.

L’atto redatto è un esempio di eleganza di costruzione di trust, emergendo riga dopo riga l’intento con il quale si poneva in essere l’istituto e lo scopo dello stesso.
Se vi incuriosisce come è finita la vicenda posso dirvi che il ramo di azienda è stato venduto ad un prezzo davvero congruo, i lavori in corso continuarono e i dipendenti e le maestranze tutte non subirono danni.

Questo è un utilizzo vero del trust. Ha uno scopo, una funzione, mai deve essere un’elusione.

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One Response to La versatilità del trust

  1. fabrizio filippi says:

    Siamo nella fase in cui l’Ufficio delle Entrate ha notificato un atto di accertamento , siccome gia’ in precedenza volevo effettuare un trust , domando , se adesso potrebbe essere revocato dalla stessa Agenzia, supponendo una elusione. Cortesi saluti filippi 3298663434

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