Trust e Revocatoria

La domanda tipica in una consulenza in materia di Trust interno è: “ma il trust è revocabile?”.

E’ una domanda molto complessa e relativamente alla quale esistono tanti tecnicismi giuridici, legati anche alla modalità con cui è strutturato l’atto costitutivo, sulla quale vanno operati numerosi distingui.

Principalmente va considerato che è la stessa convenzione dell’Aja che ci impedisce di dare validità a trust che sono posti in violazione dei principi inderogabili dell’ordinamento in cui si opera ed ai trust non meritevoli di tutela. Diversamente significherebbe snaturare il trust e conferirgli una posizione di strumento di elusione, vanificando tutto il lungo lavoro fatto per dare legittimità e riconoscimento ai trust interni.

Pertanto possiamo dire che tutti i trust posti in essere in aperta violazione dei principi dell’ordinamento giuridico (compreso dunque le operazioni in frode ai creditori) non sono solo revocabili ma sono piuttosto nulli in quanto posti in essere in violazione del disposto della Convenzione dell’Aja.
Generalmente faccio sempre ai miei clienti un caso tipico: se sta bruciando la casa e non abbiamo l’assicurazione non possiamo pensare di accenderla mentre la casa va in fiamme e di essere rimborsati dalla compagnia.

Resta dunque da verificare se un trust valido sia soggetto a revocatoria oppure no.
Innanzitutto qual è l’atto da revocare? L’atto istitutivo o l’atto di disposizione?
La dottrina e la giurisprudenza sono concordi nel ritenere che sia l’atto di disposizione per cui qualora venga dichiarato revocato l’atto di trasferimento, si otterrà una sentenza costitutiva che priva di efficacia quella disposizione oggetto di revoca mentre lascerà comunque intatto e valido il resto del trust ed in particolare l’atto costitutivo di trust.
In ogni caso gli effetti sopra descritti si verificano solo in presenza di una sentenza costitutiva di revoca che muta i rapporti giuridici e non per il fatto che un eventuale adempimento costituirebbe per sua natura un indebito per il solo fatto di essere stato posto in essere in un periodo sospetto.

Pertanto, gli effetti della sentenza avranno effetto dalla domanda di revocatoria e non da quanto è stato posto in essere l’atto. Per semplificare, se l’atto oggetto di revoca è il trasferimento di un bene, in presenza della sentenza il bene ritornerà a ricostituire il patrimonio a garanzia dei creditori, tuttavia la quantificazione del valore del bene verrà eseguita al momento della domanda giudiziale di revocatoria e non nel momento in cui è stato posto l’atto revocato. Così pure nel caso di revoca di un pagamento a terzo, quest’ultimo dovrà restituire capitale ed interessi che decorreranno dal momento della domanda di revoca e non da quando l’atto è stato posto in essere.

Dovremo poi distinguere tra revocatoria ordinaria e revocatoria fallimentare andando a verificare di volta in volta quali elementi sono da considerarsi necessari per procedere ad una richiesta di revocatoria.
Nel caso di revocatoria ordinaria sarà necessario andare a verificare se l’atto posto in essere dal debitore (dunque il conferimento del bene al trust) ha generato un pregiudizio al creditore. Nel caso di revocatoria fallimentare bisognerà valutare la sproporzione tra quanto dato e quanto ricevuto. Non bisogna poi dimenticare che sarà necessario verificare se l’atto revocabile sia atto a titolo oneroso o a titolo gratuito. Pensiamo ad esempio che la revocatoria ordinaria richiede la prova della scientia decotionis del terzo e, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, tale terzo deve essere partecipe della dolosa preordinazione. Andrà pertanto verificato di volta in volta se il conferimento al trust è a titolo oneroso o gratuito.

Altro aspetto fondamentale che si ricollega a quanto sopra detto sarà verificare se il beneficiario è individuato oppure no in quanto il terzo sopra indicato deve essere identificato. Pensiamo ad esempio quale scientia decotionis possa avere il bambino minore beneficiario finale dei beni in trust nell’atto di conferimento.
Le medesime osservazioni valgono anche per i casi di revocatoria fallimentare laddove applicabili.

Possiamo dunque affermare che la convenzione dell’Aja ci conferisce gli strumenti per costituire un trust valido per il nostro ordinamento ma lascia all’operatore la più ampia discrezionalità nel costituire il trust attraverso clausole ed effetti.
La generica domanda “il trust è revocabile” non è appropriata. Dovremo porci di volta in volta il quesito “ma questo atto di conferimento al trust può essere revocato?” e ogni volta dovremo comunque rispondere verificando non solo la situazione fattuale in cui ci si trova ma soprattutto le varie clausole dell’atto costitutivo di trust.

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One Response to Trust e Revocatoria

  1. fabrizio filippi says:

    volevo sapere se mettendo in un trust le quote di una societa’ srl proprietaria di immobili, se detti immobili possono essere attaccati

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